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Vaccini tra verità e bufale: intervista al medico Roberto Burioni

Vaccini, salute e prevenzione.

Tra verità e bufale, tra dati scientifici e timori, tre dei maggiori esperti in Italia si sono confrontati con le persone intervenute a Pietrasanta, nel contesto degli incontri de “La Versiliana” d’Inverno.

I medici sono Rino Rappuoli, eccellenza italiana in campo biotecnologico e membro della Royal Society of London for Improving Natural Knowledge; Alberto Villani, Presidente della Società Italiana di Pediatria e Direttore Pediatria Generale e Malattie Infettive dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma, e infine Roberto Burioni, Professore Ordinario di Microbiologia e Virologia dell’Università Vita-Salute del San Raffaele di Milano (nonché personaggio social).

[L’intervista a Burioni è in fondo all’articolo]

Persone che hanno dedicato anni della loro vita a studiare e trovare cure per malattie pericolose, ad occuparsi sul campo di bambini e adulti malati e in gravissime condizioni, a lottare contro quelle che vengono definite senza mezzi termini “superstizioni” sui vaccini.

Vaccini: fiducia, timori, verità e dati

“Di biologicamente certo ci sono solo due cose: che si nasce e si muore” esordiscono i medici.

“Ricordiamoci che fino a 100 anni fa l’aspettativa media di vita era 50 anni e un terzo dei bambini moriva durante il primo anno di vita. I vaccini, assieme ad altri fattori come l’igiene, hanno contribuito allo stile di vita che abbiamo oggi e che spesso diamo per scontato”, aggiunge Villani.

In medicina non esiste (e non può esistere) qualcosa di sicuro al 100%, ma le buone pratiche si dimostrano praticamente sempre efficaci.

Ad esempio, se tutti si vaccinano automaticamente si protegge anche chi, per vari motivi, non è vaccinato.

“Il processo per registrare un vaccino dura quindici anni e si articola in tre fasi” spiega Rappuoli, “E la sperimentazione clinica sull’uomo dura circa 7/8 anni su soggetti volontari. I controlli sono strettissimi e gli eventi rari di problematiche si aggirano, a seconda del vaccino, tra 1 su 10.000 e 1 su 100.000”.

“Quello che posso dire è che non esistono vaccini con effetti collaterali gravi” conclude.

E su una cosa i tre luminari sono assolutamente concordi: chi sostiene che i vaccini non sono efficaci, deve produrre prove concrete e ufficiali.
Cosa che fino ad oggi, chiosano, non è mai accaduta.

vaccini versiliana burioni

 

Dottori vs. Cittadini: veniamoci incontro

“Uno scienziato, in una discussione, perderà sempre contro un fanatico”, ammettono Rappuoli, Burioni e Villani. “Lo scienziato deve avere dubbi, essere pronto a mettere in discussione anche il suo operato; un fanatico, invece, non si smuoverà mai dalla sua presunta verità assoluta”

“Qualunque siano le vostre posizioni, diffidate da chi ha certezze assolute: in medicina non esistono. Abbiate il coraggio di voler approfondire e capire”

Quello che la medicina deve imparare è un linguaggio più semplice e chiaro, e certo un tono più conciliante e meno perentorio, per sostenere le proprie ragioni.

Lasciando da parte le intrattabili derive “complottare”, la forza dei numeri scientifici e l’onestà nell’ammettere che tutti gli sforzi del mondo possono proteggere la stragrande maggioranza ma possono verificarsi rari casi sfortunati, è una buona base di partenza per un dialogo aperto.

D’altra parte le persone, anche quelle mosse da timori tangibili e magari comprensibili storie personali controverse alle spalle, non devono aver paura di confrontarsi e poter cambiare opinione.

Vaccini, dalle bufale a Facebook: parla Roberto Burioni, medico

Questo il video dell’intervista che mi ha concesso il dottor Roberto Burioni:

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