un anno da papà bigbabbo
Crescere insieme

Un Anno da Papà (Per mia Figlia, quando leggerà)

È passato un anno. Un anno di Adelaide.

Come lei, che inizia adesso a muovere i primi incerti e teneri passetti, riprendo in mano il blog rimasto zoppicante per mesi.

Con il cuore due volte più grande di quando l’ho aperto.

L’anno trascorso ha stravolto ogni cosa.
I primi 12 mesi di vita di Adelaide sono stati come i primi di una nuova vita per me.

La mia missione è stata esserci.

Proprio così, cara Adelaide che leggerà queste righe quando saprà leggere.

Un’unica parola d’ordine: “esserci”.

Per te, per la mamma Erika, per noi come famiglia.

Una cose semplice, forse, ma fondamentale.

L’impegno costante è stato quello di regalarmi la possibilità di essere presente, in modo attivo, coinvolto e appassionato.

Immagino sia una grande sfida con la quale tutti i genitori devono fare i conti.

Impegni, lavoro, imprevisti, stanchezza: gli “avversari” da affrontare sono stati tanti, ma alla fine siamo diventati amici. Adesso riusciamo quasi a prendere le misure per convivere.

Per me, disordinato e dispersivo cronico, la lezione più importante che mi hai dato come “nuova vita nella vita” è stata quella della gestione del tempo e dell’organizzazione al millimetro degli impegni… e dei momenti liberi.

Anche se avrei passato tutto il tempo con te, Adelaide, hai dato il colpo definitivo a quello che credevo fosse il giusto equilibrio delle cose.

E mi hai fatto capire quanto sia importante “staccare”, quanto sia fondamentale “costringersi” ad avere del tempo per se stessi per poter poi godere meglio di quello passato con gli altri.

Poi, beh, questo è stato l’anno delle cose impossibili da rendere a parole.

Neppure foto o video possono trasmettere o far rivivere certe emozioni irripetibili.

Ricordi indelebili che non posso elencare (e infatti abbiamo usato un “diario di bordo” cartaceo) ma che sono rimasti appiccicati all’anima.

Le mani che tremavano quando, nata da poche ore, ti ho cambiato il primo pannolino nell’oscurità della stanza dell’ospedale sentendomi un ninja.

Le prime notti insonni e il latte artificiale che ciucciavi da una siringa, come un uccellino, con la speranza che mettessi su peso.

Le preoccupazioni e le gioie con la stessa quantità di lacrime.

Il tuo pianto disperato quando avevi fame, a un mese di vita.

Se non l’avessimo registrata avrei perso quella meravigliosa lagnetta per sempre (non so se siete il tipo di persona che fotografa/registra ogni momento, ma questo dovreste proprio farlo, o lo rimpiangerete per sempre)

Il tuo primo discorso lungo fatto di suoni disarticolati che ci ha fatto scoppiare a ridere e piangere.

Il nostro povero cagnetto, Frattaglia, terrorizzato da quel mostro di sorellina che adora strappargli il pelo… (per la cronaca: lo stai ancora facendo e lui mai si sogna di protestare. Si limita a darsela a gambe)

Cara Adelaide, questo blog è nato con te e per te.

Certo, l’indicatore della “costanza”, più che verso la continuità della scrittura, è stato vorticosamente risucchiato dalla determinazione di essere presente accanto alla famiglia.

Un anno costellato di notti senza sonno, che ancora si protraggono, che drenano energie e lucidità (non sentirti in colpa, tesoro… solo un po’!).

Pieno di preoccupazioni e di pensieri, di stress e meditazioni, di letture infinite e di consapevolezza zen che perfetti non si può essere, e allora meglio essere preparati ma non ansiosi/ansiogeni.

La tua nascita, Adelaide, è stata anche una rinascita per me.

Ho preso il coraggio per stravolgere la mia vita, cambiare attitudini e abitudini, abbandonare il vecchio e abbracciare il nuovo.

Lasciarmi andare e affrontare qualche paura di cui ero vittima da troppo tempo.

Per certi versi, abbandonare il certo – o almeno, smettere di cercarlo e, a volte, adagiarmici – e buttarmi sull’incertezza che deriva dal voler seguire in modo testardo la propria vocazione.

Ecco.

Il motivo definitivo per diventare grande, qualunque cosa significhi.

Quella parola che spesso fa paura, a volte è utilizzata a sproposito, quasi sempre coincide con quel senso di “responsabilità” dal quale cerchiamo di fuggire disperatamente.

Nel frattempo, lo scrivo per me stesso, il mio proposito per il nuovo anno è fare buon uso – e intensivo, se possibile – di questo piccolo blog che tanto mi sta a cuore, sperando di dare qualcosa di utile a chi là fuori vive quel meraviglioso tumulto che è la nascita di un bambino.

Adelaide, se e quando leggerai queste righe, sappi che questo primo anno con te è stato composto da 365 favolosi, sorridenti, estenuanti, incredibili, infiniti “GRAZIE”.

E ora chiudo e corro da te, per godermi il momento in cui mi vedrai arrivare e pronuncerai quel “Papà!” che solo i tuoi 12 mesi rendono così tremendamente capace di farmi sciogliere come neve al sole.

 

 

The following two tabs change content below.
Ciao! Sono Giacomo, papà di Adelaide. Vivo con Erika e il chihuahua Frattaglia in Versilia. Il mio lavoro? Giornalista, consulente di web e social media marketing... e naturalmente blogger di BigBabbo!
Previous Post

No Comments

Leave a Reply