Diventare Babbo

Sbalzi di umore in gravidanza: AIUTO!

Non so tu, ma io ho sempre avuto un po’ di ingenua difficoltà a settarmi sulla lunghezza d’onda degli stati d’animo dell’altra metà del cielo… per cui temevo moltissimo i famigerati sbalzi d’umore in gravidanza della mia ragazza.

(Al momento, comunque, me la sto cavando. Grazie per averlo chiesto) 🙂

Nel tuo ruolo di babbo wannabe, devi fin da subito rassicurare la tua amata e ripeterle ogni volta che è necessario che è assolutamente normale che si senta stanca, dorma più del solito, abbia l’umore a terra o si senta un po’ malinconica.

La gravidanza è un momento sconvolgente per il fisico e il cervello della mamma, gli ormoni impazziscono e la sensibilità aumenta a livelli spropositati.

E per spropositati intendo che neppure i libri di Nicholas Sparks o la centesima visione della morte di Leonardo Di Caprio in Titanic possono competere con la necessità di punto in bianco, di piangere sul pancione (piccolo o grande che sia)

Da parte tua, devi fare in modo di proteggere la futura madre del tuo bambino da ogni fonte di stress non necessaria. Sì, anche e soprattutto dalla suocera, se serve!

Questo però non significa che deve diventare apatica: insomma, devi sviluppare il “senso di ragno” che come un vero Spider-Man ti farà capire quando e come sia il caso di dare una scrollata o una carezza alla tua bella, o quando sia il caso di porgerle soltanto il fazzoletto e tendere l’orecchio.

Sbalzi di umore in gravidanza: ma perché?

Una creaturina sta prendendo vita dentro dei lei, e ti chiedi perché una donna sia completamente stravolta? Gli ormoni stanno viaggiando al galoppo… imbizzarriti!

Non appena il concepimento è andato a buon fine, questi mattacchioni partono a testa bassa con le proteine: sono l’hCG (lo stesso che rivela la gravidanza tramite test), l’hPL e l’hCC. Dopo i primi tre mesi, quando sembra che le cose si siano stabilizzate, ecco che tocca allo steroide progesterone.

Nausea, vomito, ultrasensibilità e sonnolenza: tutto “merito” degli ormoni!

Se da un lato tutta questa trafila serve a rendere “accogliente” la pancia della mamma, rendendo l’utero un posto sicuro e ospitale, fornendo nutrimento e mettendo in moto “la macchina del latte” nel seno di mamma, dall’altro determina stanchezza, dolori di stomaco, digestione faticosa.

Ok, che cosa posso fare?

Là sopra ti ho detto di essere rassicurante.

Il tuo compito è essenzialmente questo.

Ma c’è di più: non puoi limitarti a “intervenire”, devi creare le condizioni migliori per assicurare un ambiente sereno e piacevole per la futura mamma.

Questo significa che, come buon senso impone, se ancora non l’hai fatto devi smettere di pensare a te stesso come protagonista della scena e metterti al servizio della donna che hai accanto.

Liberati di tutto quello che può “pesare” sulle sue spalle. Non ne ha bisogno.

Metti da parte ansie, insicurezze, malumori e sfoghi non necessari e concentrati nel superare ogni problema nel migliore dei modi.

I problemi (personali, economici, fisici) ci saranno sempre. Devi cambiare la mentalità con cui affrontarli.

Durante la gravidanza non c’è tempo per litigi, musi lunghi, rapporti tesi con familiari o altri parenti. Non siete più una coppia (con quello che ruota attorno): siete responsabili di qualcosa che va oltre voi stessi e che merita tutto l’impegno e l’attenzione del mondo.

Quindi, meglio risolvere le questioni in sospeso quanto prima e mettere un punto dal quale partire per rendere sereno il periodo più delicato della gravidanza.

Periodo che va dai primi tre mesi… ai secondi due… fino al parto 🙂

Cerca di tirarle su il morale sdrammatizzando le situazioni e fugando le angosce.

Parlale, ascoltala, cerca di comprendere bene quello che ti racconta e dille che andrà tutto bene.

Di certo lei sarà informatissima sulla sua situazione, ma niente, e dico niente, potrà mai sostituire il calore e il sostegno della persona amata, la persona con cui sta per generare una vita.

Sbalzi di umore in gravidanza: parliamone

Stai pensando di diventare papà e hai un pochino (ma ino!) di timore. Lo sei e hai avuto esperienze particolari in merito. Vuoi darmi una mano a capirci qualcosa in più?

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Ciao! Sono Giacomo, papà di Adelaide. Vivo con Erika e il chihuahua Frattaglia in Versilia. Il mio lavoro? Giornalista, consulente di web e social media marketing... e naturalmente blogger di BigBabbo!
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