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Libri

Mastro Tasso e il suo Cappello, intervista a Andrea Guglielmino

“Mastro Tasso e il suo Cappello” di Ilaria Mainardi e racconta una storia di integrazione, inclusione, diversità e di celebrazione della vita. È un fiaba simbolica e complessa, dedicata ai piccini quanto ai grandi e da leggersi intensamente per comprendere la realtà che ci circonda.

Per questo regalo bellissimo, ricevuto a Lucca Comics & Games 2017, devo ringraziare Andrea Guglielmino che è l’autore delle illustrazioni del libro e che mi ha invitata come esperta di educazione e disabilità il 18 Marzo alla presentazione-spettacolo del volume presso la libreria Tre libretti sul Comò di Roma.

Mentre organizzavamo per l’evento abbiamo deciso di farci quattro chiacchiere.

1. Andrea, noi ci siamo già conosciuti ma in un ambito completamente diverso: sei uno degli sceneggiatori della Bugs e adesso ti ritrovo in veste di illustratore di libri per bambini. Com’è stato far coincidere due nature?

In verità molto facile, anche perché quando ho illustrato Mastro Tasso la mia collaborazione con la Bugs non era ancora iniziata. Il mio rapporto con il fumetto è bello ma inquieto, diciamo.

Ho frequentato la Scuola Romana dei Fumetti con l’intenzione di diventare disegnatore.

Avevo una mano abbastanza felice e l’associazione fumetto/disegno è la prima cosa che viene in mente quando si pensa di intraprendere quella strada.

Poi si riflette sul fatto che il fumetto è anche molto altro e, dato che la vita mi ha portato a scrivere per mestiere (sono infatti, principalmente, giornalista, e mi occupo di cinema) ho iniziato pian piano a interessarmi alla sceneggiatura in campo fumettistico. Avevo però un po’ di esperienza in campo di disegno satirico, e dunque avevo imparato la sintesi del tratto.

L’idea di illustrare un libro per bambini ce l’avevo da sempre, ma non avevo mai trovato il tempo di scriverlo. Così è stato provvidenziale l’incontro con Ilaria Mainardi, l’autrice di ‘Mastro Tasso’ che cercava un illustratore.

Non ho avuto problemi a relazionarmi alla sua storia, mi è subito piaciuta e ho trovato i temi in linea con la mia sensibilità, per cui si è trattato solo di tradurla in immagini cercando di restare fedele alle descrizioni ma anche di usare un linguaggio visivo che fosse attraente e comprensibile per i bimbi, con tanti colori, e magari anche distorcendo anatomie e prospettive per mettere in luce gli aspetti più importanti della storia.

2. “Mastro Tasso e il suo cappello” ai bambini di essere bambini attraverso la figura dell’adulto: Mastro Tasso, appunto, che celebra la poesia della quotidianità.
Qual è il tuo punto di vista? Cos’è per te essere adulti? Cos’è per te essere bambini?

Non ho figli, per ora, sono io stesso un ‘adulto bambino’, forse.

Ricordo la mia infanzia in maniera vivida, è stato uno dei periodi più importanti della mia vita, e quello che ho imparato dai sei ai tredici anni mi ha costituito come persona molto di più di quanto avvenuto in seguito.

Oggi la distanza tra i due mondi, quello dell’infanzia e quello dell’età adulta, mi sembra molto più sfumata di quando ero bambino io. A genitori e bambini piacciono spesso le stesse cose, da Spider-Man a Star Wars alle Tartarughe Ninja.

Non si tratta solo di ‘accompagnare’ i piccoli. Condividiamo molto di più di quanto facessi io con i miei genitori. Il paradosso è che loro oggi acquisiscono molte più informazioni di noi senza che ce ne rendiamo conto.

A volte sono paradossalmente molto più razionali e ‘cinici’ degli adulti. E’ una tendenza che il cinema e la letteratura hanno individuato.

Nell’ultimo Transformers l’adolescente vuole vendere il robot trovato da suo padre e diventare ricca. E’ l’adulto a sognare, e a riportare la figlia sulle coordinate di un approccio alla vita più aperto e avventuroso.
3. La storia di Romeo è molto attuale: oggi la comunità è chiamata a superare molte prove di inclusione che mettono a dura prova le proprie convinzioni e spesso reagisce non con degli editti, ma con dei muri. La letteratura e l’arte come possono educare alla diversità?

Arte e letteratura sono dei media, dunque veicolano dei contenuti. E questi contenuti si acquisiscono in due modi: vivendo e studiando.

Studiando non solo per imparare a scrivere libri o a disegnare, e quindi non solo l’arte e la letteratura, che comunque è importantissimo, ma anche la storia, la filosofia, la matematica, tutto quello che potete.

Sono antropologo di formazione, ho studiato le altre culture e questo non può che venir fuori quando analizzo un film o mi metto a scrivere una storia.

Non penso mai ‘ora scrivo una storia sull’accettazione della diversità’.

Vado di istinto, i temi vengono fuori da sé. Ma vale anche quando copri il ruolo dell’illustratore: ho potuto disegnare il bambino sull’albero in un certo modo perché conoscevo ‘Il barone rampante’ di Italo Calvino.

E ho potuto rappresentare l’amicizia tra lo scoiattolino Romeo e il Tasso vituperato da tutti solo perché ama un cappello, perché so che anche il concetto di ‘diversità’ è relativo.

Nell’ultimo film Disney, La Bella e la Bestia, c’è un personaggio che scopre di preferire gli uomini alle donne, e la cosa ha creato scalpore. Per me è molto bizzarro, dato che nessuno si è mai preoccupato del fatto che la protagonista si innamora di un animale.

4. Siamo alla fine: dammi 3 ottimi motivi per leggere Mastro Tasso e per venire alla presentazione spettacolo che si terrà sabato 18 a Roma?

Mastro Tasso è un libro piacevole ed educativo, lo spettacolo animato è una cosa nuova e originale e… ci sarà il buffet!

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Sara Darnich

Regina del Male mancata, ho scelto la pedagogia per conquistare il Mondo... ma poi gli esseri umani hanno conquistato me *sigh*. Educatrice e Babysitter, lavoro con ragazzi e bambini con DSA (disturbi specifici di apprendimento)
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