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Diventare Babbo

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Corrispondenza tra settimane e mesi di gravidanza

Come si calcola la corrispondenza esatta tra settimane e mesi di gravidanza?

Ok, in un articolo precedente ti ho parlato di come si “contano” le settimane di gravidanza, rendendoti un papà molto avveduto.

Però mica è sbagliato esprimersi in mesi (solo un po’ meno preciso, diciamo).

Ecco uno specchietto semplice con il quale puoi trasformare le une negli altri e viceversa.

Il primo è più generico, il secondo più dettagliato.

Ti consiglio di annotare nel tuo taccuino dedicato alla paternità la data di “avvio”, e poi tenere conto di tutti i progressi!

Settimane e mesi di gravidanza: conversione

Primo mese: settimana da 1 a 4

Secondo mese: settimana da 5 a 8

Terzo mese: settimana da 9 a 13

Quarto mese: settimana da 14 a 17

Quinto mese: settimana da 18 a 22

Sesto mese: settimana da 23 a 27

Settimo mese: settimana da 28 a 31

Ottavo mese: settimana da 32 a 35

Nono mese: settimana da 36 a 40

Più precisamente (dato che i mesi hanno lunghezza diversa)

Inizio del primo mese: dal primo giorno delle ultime mestruazioni (0 settimane + 0 giorni)
Fine del primo mese:      4 settimane + 3 giorni

Inizio del secondo mese: 4 settimane + 4 giorni
Fine del secondo mese:  8 settimane + 5  giorni

Inizio del terzo mese: 8 settimane + 6 giorni
Fine del terzo mese:     13 settimane + 1 giorno

Inizio del quarto mese: 13 settimane + 2 giorni
Fine del quarto mese:    17 settimane + 4 giorno

Inizio del quinto mese: 17 settimane + 5 giorni
Fine del quinto mese:    21 settimane + 6 giorno

Inizio del sesto mese: 22 settimane + 0 giorni
Fine del sesto mese:     26 settimane + 2 giorno

Inizio del settimo mese: 26 settimane + 3 giorni
Fine del settimo mese:   30 settimane + 4 giorno

Inizio del ottavo mese: 30 settimane + 5 giorni
Fine dell’ottavo mese:   35 settimane + 0 giorno

Inizio del nono mese: 35 settimane + 1 giorno
Fine del nono mese:    40 settimane + 0 giorno

Dopodiché, devi aggiungere due settimane per arrivare idealmente alla presunta data del parto 🙂

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Diventare Babbo

Come si contano le settimane di gravidanza?

Una delle cose su cui un papà “scivola” più facilmente è il calcolo (a volte anche solo tenerlo a mente, in verità) delle settimane di gravidanza man mano che il “grande momento” si avvicina.

Scene tipo questa:

“A che settimana siete?”
“Ah, emh… Ha la pancia da quattro mesi. Credo. Uh… Undicesima?”

Non vuoi fare una figura del genere, te l’assicuro.

Ma è ovvio che per te non sarà così: tu stai leggendo questo blog, sei un aspirante Big Babbo e sarai sempre aggiornatissimo sui progressi della gravidanza e preparatissimo su cosa sta accadendo ai tuoi splendori.

Quando sei pronto potrai anche sapere come calcolare da data del parto.

Come si contano le settimane di gravidanza?

Intanto, segnati l’elemento essenziale: la data delle ultime mestruazioni della tua lady.

Tieni conto che il concepimento effettivo può avvenire fino a due settimane dopo questa data, ma questo è l’unico riferimento certo che tutti prenderanno in considerazione.

Vedrai spesso ginecologi e ostetriche utilizzare il “regolo ostetrico“, che ricorda un po’ quelle ruote di cartoncino con cui si inventavano o decodificavano codici da bambini.

Ricorda che per indicare a che punto è la gravidanza, si usano sempre settimane e giorni (e non mesi!).

Anzi, per l’esattezza settimane più giorni.

“A che punto è la gravidanza?”
“Siamo alla 17+2!”

Contare le settimane di gravidanza: Pronti, Via!

Tieni presente che “il giorno zero” è quello detto in precedenza: il giorno delle ultime mestruazioni.

A partire da questa considerazione, sappi in questa circostanza “lo zero conta”, nel senso che il primo giorno della prima settimana sarà chiamato lo 0+0 (zero più zero) e l’ultimo lo 0+6 (zero più sei).

E questa è la Prima Settimana!
Dopodiché si entra nella Seconda… che si esprime dicendo “Settimana 1+0″… fino a 1+6

Nel senso che la prima è finita e iniziano i giorni della seconda, e così via.

Chiaro? Spero di sì.
Non è poi così difficile, vero?
Ci sono riuscito anche io, a tenere il conto…

Settimane o mesi?

Non c’è niente di male nel contare o esprimere la gravidanza in mesi.

Ma, ovviamente, l’espressione qualcosa+qualcosa ti rende estremamente più figo.
La precisione equivale a figaggine.

E – indovina? – se conti così il passare del tempo finirà che sarai molto più attento e puntuale nel seguire i progressi della partner e della prole.

Comunque, ho scritto un articolo approfondito se ti interessa capire meglio come corrispondono le settimane di gravidanza (+giorni) ai mesi <– clicca qui! 🙂

E non dire che non ti voglio bene!

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Prima Ecografia: Cuore e Batticuore

Ok, abbiamo appena fatto la prima ecografia.

Sento la testa leggera leggera, mi sembra essere seduto su una nuvola e ho le orecchie che rimbombano… di un rumore dolcissimo 🙂

Sicuramente vivrai un’esperienza a cui niente e nessuno potrà prepararti: la prima ecografia è il momento in cui vedrai e sentirai battere il cuoricino del tuo piccolo.

Questo è un suono che non dimenticherò mai… ho rischiato seriamente di saltare dalla sedia per l’emozione!

Quando si fa la prima ecografia

Tra l’undicesima e la tredicesima settimana di gravidanza.
È un esame tranquillo e sicuro, che si basa sulla tecnologia degli ultrasuoni.

Una prima versione – meno precisa – può essere eseguita già durante la visita ginecologica (per noi è stato così). Ma il bello arriverà dopo, con gli strumenti più precisi e i tempi più maturi.

Quello che vedrai sarà il fagiolino (o l’arachide) più bello del mondo!

prima ecografia L’ecografia viene generalmente eseguita per via transaddominale: si spalma un gel sulla pancia, che assicura una buona trasmissione degli ultrasuoni, e poi si passa la sonda (che ha la forma di uno scanner per il codice a barre, tipo quello del supermarket!).

La sonda emette degli ultrasuoni che tornano indietro sotto forma di eco, delineando la forma di “quello che sta succedendo” dentro la pancia della mamma.

Se l’immagine non è abbastanza chiara, e cambiare posizione non aiuta abbastanza, si può procedere alla soluzione transvaginale, in cui un altro tipo di sonda viene introdotta nella vagina.

Il resto, come si dice, è storia: attento a non piangere troppo dalla gioia.

Che cosa ti dice la prima ecografia

L’esame ci dice se la gravidanza è davvero iniziata e se lo ha fatto in modo corretto, in particolare rilevando la vitalità dell’embrione e andando a verificare l’eventualità extrauterina.

Sapremo poi se aspettiamo un piccolo o eventualmente… un paio di gemelli, e misureremo la lunghezza del feto (altro momento emozionante).

Poi ci sarà la datazione precisa del giorno del concepimento, in modo da poter calcolare meglio la data di nascita presunta.

Se tutto è andato bene, hai visto il piccoletto e già non capisci più niente…

Quante ecografie bisogna fare?

Oltre alla prima ecografia, di solito ne sono previste altre due.

La morfologica, tra la diciannovesima e la ventiduesima settimana di gravidanza, ci mostra il feto già bello sviluppato e serve a valutare la salute complessiva del piccoletto. Non vedo l’ora di vederlo muovere quelle sue braccine 🙂

La terza e ultima è quella della crescita fetale e si esegue verso la ventottesima-trentaduesima settimana di gestazione. Ci si concentra sulla crescita del piccolo e di tutti gli organi, sulla sua capacità di poter respirare, sulla posizione della placente e sull’afflusso di sangue nel cervello e nel cordone ombelicale.

A questo punto dovrebbe essere difficile vederlo “intero” perché… è grande e rannicchiato, spesso già con la testolina verso il basso, in rampa di lancio!

La prima ecografia: un momento indimenticabile

Inutile dire che già al primo appuntamento la lacrimuccia per me è stata d’obbligo.

Un momento tanto emozionante da risultare quasi indescrivibile.

Vogliamo parlarne? Il tuo commento è graditissimo 🙂

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data del parto
Diventare Babbo

Data del Parto: Come si Calcola?

Dopo aver fatto il test di gravidanza, in caso di risposta positiva, 99 su 100 la prima cosa che si pensa è: adesso come calcolo la presunta data del parto?

Per me ed Erika è stato così: non avevamo assolutamente preferenze sul periodo della nascita del nostro piccolino e non abbiamo “forzato la mano”, per cui la curiosità più immediata è stata proprio capire quando avremmo festeggiato i compleanni da lì a venire.

Certo, dal momento in cui si scopre di essere “incinti” è abbastanza facile prevedere a braccio quando la nostra next generation vedrà la luce, però – per chi vuol essere preciso – il metodo c’è!

Caro il mio lettore, per essere un babbo super-cool devi sapere in anticipo come muoverti e non farti cogliere impreparato sulla data del parto. Chiaro, semplice.

Come si calcola la (presunta) data del parto

Quando la tua bella ti avrà detto la data della sua ultima mestruazione, puoi calcolare ad occhio 40 settimane e il gioco è fatto. Quello è il tempo medio di una gravidanza.

Altrimenti, ci sono in giro per la Rete alcuni sistemi di calcolo (su siti per mamme, eh!) che sembrano essere abbastanza affidabili.

Noi abbiamo usato quelli di NostroFiglio.it e LaGravidanza.net – ma va detto che tutti quelli che si trovano in giro ci hanno restituito come risultato praticamente la stessa data!

Ovviamente il sistema, sia empirico che “a calcolatrice” non è precisissimo e devi considerare un margine di errore di un paio di settimane (non si sa mai!).

Comunque… puoi iniziare a farti un’idea seria: non si è mai abbastanza preparati!

La prima ecografia ti aiuterà a sapere con più precisione la data del concepimento, e di conseguenza quella del parto.

Il mio “Big Bang” è settato da quasi tutti i sistemi di calcolo al 21 dicembre 2016: ti tengo aggiornato.

Intanto, se vuoi commentare qua sotto la tua esperienza, sei ben accetto!

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il nome del cane
Diventare Babbo

Il Nome del Cane

Se sei preoccupato di quanto sarà difficile trovare un nome che metta tutti d’accordo per il tuo bambino, tranquillo: per alcuni è difficilissimo anche trovare il nome del cane!

Con questo non voglio dire che le due cose si possano equiparare, ma soltanto che nell’idea di molti trovare un nome al proprio animale domestico è facilissimo.

Invece non è per niente semplice, e può essere causa di faide familiari micidiali 🙂

Ammetto che per me non è stato particolarmente difficile.

Per due ragioni: Erika è stata colei che ha “vinto” la battaglia per l’adottare un cucciolo, e io ho “preteso” come ricompensa di avere il diritto di scegliere il nome.

Poi, non appena ho visto la foto, non ho avuto dubbi: il nome del cane sarebbe stato Frattaglia!

Ma… perché Frattaglia è “il nome del cane”?

Semplice: il nome (che considero carinissimo a prescindere) arriva da una delle serie animate giapponesi più pazze ed esilaranti che abbia mai visto, dal titolo Excel Saga.

Nel 2001 ero ancora follemente innamorato dei fumetti (i manga) e dalle serie tv (gli anime) giapponesi.
Eh già, sono uno di quei ragazzi “anni ’80” cresciuti con Goldrake, Candy Candy, Holly & Benji, Sampei e Lady Oscar…

In Excel Saga c’è un piccolo cagnolino – poi si scopre essere femmina – che si chiama proprio Frattaglia.

Un animaletto dolce, costantemente minacciato dalla prospettiva di essere mangiato dalla sua stessa padrona, la folle Excel (ho detto che è un cartone animato pazzo, vero?)

Insomma, Frattaglia prova a fuggire in tutti i modi e… forse ci riuscirà.
Nel frattempo, canta la sigla finale del cartone animato con tanto di interprete del linguaggio, ed è uno spettacolo!

Se ti interessa, qui trovi un articolo dove ho scritto qualche informazione utile su come gestire gli animali durante la gravidanza.

Una foto pubblicata da GIACOMO LUCARINI (@lucarinigiac) in data:

animali-in-gravidanza
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Animali in Gravidanza: Chi l’ha Detto che Non si Può?

Sono il fortunato e felicissimo “babbo” di un chihuahua: il suo nome è Frattaglia.

(Sì, hai letto bene. Ne parliamo in questo post, ok?) 🙂

Una foto pubblicata da GIACOMO LUCARINI (@lucarinigiac) in data:

Per un anno e mezzo Frattaglia è stato il centro dell’attenzione e dell’amore della vita di Erika e della mia: tre chili scarsi di animaletto che con tenerezza e pazienza ci ha insegnato a prenderci cura di qualcosa che non fosse solo “noi stessi”.

Poi… la notizia dell’arrivo di un nuovo protagonista.

Scherzando (ma neppure troppo) a volte Erika ed io ci guardiamo negli occhi, sorridendo al suo musetto buffo e ci diciamo: “Avremo un bambino, ma Frattaglia sarà sempre il nostro… primogenito!”

Questa premessa è per tentare di spiegarti quanto amiamo il nostro cane e come ci siamo preoccupati immediatamente di capire come “conciliare” gli animali in gravidanza.

La questione degli animali in gravidanza è infatti molto dibattuta.
Ma in fondo, cosa non lo è?

Un genitore responsabile deve porsi il problema di sapere e capire come “difendere” sia i cuccioli di uomo che i compagni a quattro zampe, e farli vivere insieme felici e sicuri.

Animali in Gravidanza: No problem!

Devo rinunciare alle coccole del cane? Alle fusa del gatto?”.

Puoi aggiungere animali a piacere e per ognuno pensare alle abitudini che hanno verso di noi… la domanda sorge spontanea non appena sai di aspettare un bambino.

La risposta è: NO!

Non devi rinunciare assolutamente a niente (e guai se ci provi) ma, da buon babbo wannabe responsabile, devi sapere che ora più che mai devi mettere l’igiene e la sicurezza al primo posto.

Pulizia, attenzione e prevenzione devono diventare il tuo mantra.

Ecco cosa fare:

Veterinario, light my way.

animali-in-gravidanza Mi permetto di citare gli U2 e non mi vergogno di raccomandare una cosa ovvia: che tu lo frequenti per abitudine o solo in caso di obblighi necessari (tipo i vaccini) ricorda che il veterinario è il miglior amico del tuo animale… e quindi anche tuo, in questo caso.

Non appena possibile, porta il tuo cucciolone a fare una visita di controllo, assicurati che tutte le “punture” necessarie siano state fatte e non esitare a chiedere consigli sul come comportarti prima e dopo l’arrivo del tuo erede.

Ti stupirai della semplicità delle regole. Le stesse che ho imparato rivolgendomi al mio dottore di fiducia e ai consiglio dell’ANMVI, Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani.

 

Allergie: no grazie

Uno dei primi dubbi che saltano in testa è: e se il nascituro fosse allergico al pelo?

Tranquilli. Se voi genitori non lo siete, difficilmente il piccolo lo sarà. E comunque, in linea generale, un bambino che cresce accanto ad un cane o un gatto ha il sistema immunitario più forte.

Il problema più reale (ma niente allarmismi!) è quello della toxoplasmosi che riguarda i gatti, ma saranno ginecologi e ostetriche a mettervi subito in guardia, nei primissimi mesi della gravidanza.

Caro papà, tu ricordati di lavare e pulire sempre per bene e a fondo frutta, verdura e alimenti crudi, ok?

E questo ci porta al prossimo punto…

Pulizia, pulizia, pulizia!

Per me pulire è sempre stato un grosso problema. Cioè, nella mia lista di priorità è sempre stata un’attività che usciva dalla gara alla prima curva. Non so se rendo…

Un po’ il lavoro, un po’ la vita di coppia mi hanno imposto uno stile di vita che impone pulizia e ordine.
Un sistema mentale che aiuta la produttività e che poi fa bene anche alla salute, eh!

La gravidanza amplifica tutto: probabilmente sei già bravissimo, lavi il cane e… stai a guardare il gatto che fa la sua bella toilette, ma è il momento buono per diventare super-meticolosi e pulire ogni giorno e dopo ogni uscita le zampe e il pelo dell’amico domestico.

Inoltre, lavati le mani dopo averlo toccato, avergli dato da mangiare e… averlo pulito!

Se poi vuoi anche evitare di far leccare la faccia della mamma, ancora meglio 🙂

animali-in-gravidanza

Infine… coccole come se piovesse!

Un animale è un animale, per carità.
Ma chi ne ha uno e lo ama, sa benissimo che è impossibile non considerarlo come un componente della famiglia e, in questo caso, un vero e proprio “figlioccio” a cui nasce un fratellino o una sorellina.

Per cui… viene naturale sommergerlo di attenzioni in più per prepararlo al grande evento che verrà e alla presenza “ingombrante” degli anni a venire.

Dunque, ogni volta che fai una carezza al tuo amico a 4 zampe pensa a sempre a raddoppiarla, nei modi e nei tempi.

Anche lui dovrà affrontare stravolgimenti di abitudini e orari. E sono certo che spesso sarà di compagnia e… conforto!

Capito, Frattaglia?

 

Animali in gravidanza: e tu come ti comporti?

Hai vissuto esperienze particolari che riguardano il rapporto tra gravidanza e animali domestici?

Sei stato un “doppio papà” attento e puntuale o hai dubbi sugli animali in gravidanza?

Parliamone insieme nei commenti!

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Sbalzi di umore in gravidanza: AIUTO!

Non so tu, ma io ho sempre avuto un po’ di ingenua difficoltà a settarmi sulla lunghezza d’onda degli stati d’animo dell’altra metà del cielo… per cui temevo moltissimo i famigerati sbalzi d’umore in gravidanza della mia ragazza.

(Al momento, comunque, me la sto cavando. Grazie per averlo chiesto) 🙂

Nel tuo ruolo di babbo wannabe, devi fin da subito rassicurare la tua amata e ripeterle ogni volta che è necessario che è assolutamente normale che si senta stanca, dorma più del solito, abbia l’umore a terra o si senta un po’ malinconica.

La gravidanza è un momento sconvolgente per il fisico e il cervello della mamma, gli ormoni impazziscono e la sensibilità aumenta a livelli spropositati.

E per spropositati intendo che neppure i libri di Nicholas Sparks o la centesima visione della morte di Leonardo Di Caprio in Titanic possono competere con la necessità di punto in bianco, di piangere sul pancione (piccolo o grande che sia)

Da parte tua, devi fare in modo di proteggere la futura madre del tuo bambino da ogni fonte di stress non necessaria. Sì, anche e soprattutto dalla suocera, se serve!

Questo però non significa che deve diventare apatica: insomma, devi sviluppare il “senso di ragno” che come un vero Spider-Man ti farà capire quando e come sia il caso di dare una scrollata o una carezza alla tua bella, o quando sia il caso di porgerle soltanto il fazzoletto e tendere l’orecchio.

Sbalzi di umore in gravidanza: ma perché?

Una creaturina sta prendendo vita dentro dei lei, e ti chiedi perché una donna sia completamente stravolta? Gli ormoni stanno viaggiando al galoppo… imbizzarriti!

Non appena il concepimento è andato a buon fine, questi mattacchioni partono a testa bassa con le proteine: sono l’hCG (lo stesso che rivela la gravidanza tramite test), l’hPL e l’hCC. Dopo i primi tre mesi, quando sembra che le cose si siano stabilizzate, ecco che tocca allo steroide progesterone.

Nausea, vomito, ultrasensibilità e sonnolenza: tutto “merito” degli ormoni!

Se da un lato tutta questa trafila serve a rendere “accogliente” la pancia della mamma, rendendo l’utero un posto sicuro e ospitale, fornendo nutrimento e mettendo in moto “la macchina del latte” nel seno di mamma, dall’altro determina stanchezza, dolori di stomaco, digestione faticosa.

Ok, che cosa posso fare?

Là sopra ti ho detto di essere rassicurante.

Il tuo compito è essenzialmente questo.

Ma c’è di più: non puoi limitarti a “intervenire”, devi creare le condizioni migliori per assicurare un ambiente sereno e piacevole per la futura mamma.

Questo significa che, come buon senso impone, se ancora non l’hai fatto devi smettere di pensare a te stesso come protagonista della scena e metterti al servizio della donna che hai accanto.

Liberati di tutto quello che può “pesare” sulle sue spalle. Non ne ha bisogno.

Metti da parte ansie, insicurezze, malumori e sfoghi non necessari e concentrati nel superare ogni problema nel migliore dei modi.

I problemi (personali, economici, fisici) ci saranno sempre. Devi cambiare la mentalità con cui affrontarli.

Durante la gravidanza non c’è tempo per litigi, musi lunghi, rapporti tesi con familiari o altri parenti. Non siete più una coppia (con quello che ruota attorno): siete responsabili di qualcosa che va oltre voi stessi e che merita tutto l’impegno e l’attenzione del mondo.

Quindi, meglio risolvere le questioni in sospeso quanto prima e mettere un punto dal quale partire per rendere sereno il periodo più delicato della gravidanza.

Periodo che va dai primi tre mesi… ai secondi due… fino al parto 🙂

Cerca di tirarle su il morale sdrammatizzando le situazioni e fugando le angosce.

Parlale, ascoltala, cerca di comprendere bene quello che ti racconta e dille che andrà tutto bene.

Di certo lei sarà informatissima sulla sua situazione, ma niente, e dico niente, potrà mai sostituire il calore e il sostegno della persona amata, la persona con cui sta per generare una vita.

Sbalzi di umore in gravidanza: parliamone

Stai pensando di diventare papà e hai un pochino (ma ino!) di timore. Lo sei e hai avuto esperienze particolari in merito. Vuoi darmi una mano a capirci qualcosa in più?

Aspetto un tuo commento qui sotto!

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Diventare Babbo

Test di Gravidanza: Come, Quando e Perché

È arrivato il momento in cui devi affrontare il giudizio del test di gravidanza.

Hai tutto il diritto di sentirti come un eroe mitologico al cospetto di un gran sacerdote. Tieni presente però che quel leggendario divinatore ha la forma di un piccolo stick di plastica, quindi non darti tante arie.

Probabilmente non spetta a te, premuroso babbo wannabe, prendere l’iniziativa e sottoporlo alla tua amata.

Ma è sempre meglio essere informati!

Test di Gravidanza: quando va fatto?

Allora, inizio subito col dirti che spesso e volentieri una ragazza “sente” già se qualcosa è successo… e sta succedendo dentro di lei.

Il tuo ruolo è mantenere i nervi saldi.

test-di-gravidanza-05 Una conferma è l’ideale. Il tuo ruolo a questo punto è mantenere i nervi saldi, se necessario procedere all’acquisto, starle vicino in ogni momento dell’operazione e cercare di non perdere i sensi (o la testa) quando avrai il responso.

Se le mestruazioni ritardano o proprio non hanno intenzione di farsi vedere, meglio procedere al test.

Vero è che, come le donne ben sanno, ci sono moltissimi motivi per cui potrebbero verificarsi anomalie nell’arrivo delle “loro cose”, primo fra tutti lo stress.

Però, senza l’aiuto di alcun dottore, il seno si è ingrossato e, pur essendo in salute, la mattina lei si sveglia con un senso di nausea.

Ok, potresti iniziare a preoccuparti.

Se poi ha il senso del gusto un po’ alterato (sente i sapori strani, quasi metallici), fa pipì ogni 10 minuti mentre guardate la tv, ha piccoli dolori di tutti i tipi… ecco, “togliersi il pensiero” diventa imperativo.

Funzionamento del test

Lo stick rileva la presenza nelle urne di quella che viene definita “ormone della gravidanza“, ovvero la gonadotropina corionica (hCG).

In pratica, rileva la placenta che inizia a formarsi già una settimana dopo l’avvenuta fecondazione

Il test di gravidanza si può eseguire già dopo il primo giorno di presunto ritardo o, se proprio avete dei gran dubbi, dopo due settimane dal rapporto sessuale “incriminato”.

Quanto costa? Di solito fra i 6 e i 20 euro.

Come si fa il test (consiglio: tieni una sedia a portata di mano)

Che sia la prima volta o meno, la scritta lampeggiante che ti compare davanti agli occhi è sempre la stessa: ANSIA.

Che tu abbia pianificato o meno un figlio, che ti senta pronto oppure no, quel piccolo affarino di plastica è il più grande dispensatore di suspense del mondo…

Oltre ad essere causa di svenimenti e salti di gioia.

Il momento migliore (noi abbiamo fatto così) per fare il test è quando le urine contengono la concentrazione più alta dell’ormone: la mattina presto, appena svegli, prima di colazione e senza aver bevuto (troppo) la sera precedente.

Seguendo le istruzioni comuni a tutti i test, la probabile futura mamma farà la pipì nella parte dedicata dello stick, oppure la immergerà nell’urina raccolta in un contenitore.

Dopo 3 o 4 minuti, la risposta è pronta per essere consultata. Mi raccomando, leggete sempre insieme prima di tutto come interpretare esattamente le linee, le faccine o… ehm, i SI o NO che si presenteranno!

In meno di 5 minuti puoi avere risposta positiva o negativa. L’affidabilità del test è superiore al 98%!

test-di-gravidanza

Missione compiuta?

 

A questo punto, se la risposta è positiva e… se te la senti, puoi anche già calcolare più o meno la possibile data del parto!

(Ri)Conferma: beta hCG nel sangue

Per essere stra-sicuri Erika e io abbiamo eseguito anche l’esame del sangue, che non solo rivela la presenza di beta hCG ma quantifica anche in cifre l’ormone.

Non è un test necessario, anche se qualcuno pensa che aiuti a capire quando più o meno si può datare il concepimento (o capire dai numeri se c’è la possibilità di un parto gemellare).

In realtà il range di tempo può essere talmente ampio che si va comunque a braccio!

Per qualsiasi dubbio o informazione relativo ai test di gravidanza, naturalmente, si fa riferimento al medico o al farmacista.

Test di Gravidanza: la tua esperienza

Come ti sei preparato al fatidico momento? In che modo lo hai vissuto?
Oppure… come pensi che un futuro babbo debba vivere questa fase?

Se vuoi raccontarmelo puoi commentare qui sotto 🙂

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Diventare Babbo

Fumo in Gravidanza: Nemico Numero Uno

Il fumo in gravidanza è una cosa che non s’ha da fare.

Mi perdoni Alessandro Manzoni per la citazione, ma questa è una delle regole – penso – più conosciute, immediate e universali da tenere presenti quando si aspetta un bambino.

Gravidanza = Divieto di fumare. Mamma, papà, parenti: STOP.

Poi, ovvio, prendi quel “numero uno” del titolo solo come il più conosciuto e immediatamente riconoscibile, ok? So bene che ce ne sono altri, altrettanto pericolosi.

Voglio dire, droga e alcol mica vogliono sentirsi da meno di una piccola sigarettina.

(Ma almeno il rock’n’roll ce lo lasci, vero, piccolo nascituro?)

Se c’è una cosa di cui ero sicuro fin dalla più tenera età riguardo alla gravidanza, è l’assoluto divieto per la futura mamma di fumare, e di conseguenza per il papà. Il fumo passivo fa altrettanto male, e per aiutare eventualmente la “socia” a smettere, quale miglior strumento del buon esempio?

Penso di doverlo a campagne di sensibilizzazione particolarmente efficaci vissute ai tempi della scuole elementari.

La maestra mi regalò un libro con alcuni famosi advertising contro il fumo, e uno di questi, che mi colpì particolarmente, ritraeva Pinocchio con i piedi completamente bruciati, infilati in un posacenere zeppo di mozziconi di sigaretta.

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Non esattamente questa bella immagine regalataci da Disney, insomma.

Brrr…

Non ho mai fumato e, fortunatamente, poco dopo aver conosciuto la mia dolce metà, lei ha smesso naturalmente di farlo. Tranne un paio di tiri quando la faccio davvero arrabbiare.

Ma adesso sono talmente bravo che non succede più, giuro!

Fumo in gravidanza: quanti rischi!

Quando mi sono messo a cercare in lungo e in largo informazioni sui rischi dovuti al fumo in gravidanza, dalle più autorevoli fonti, mi sono venuti i brividi.

Pensavo si trattasse solo di potenziali problemi di respirazione per il piccolo, e mi sono invece ritrovato in mezzo a una terrificante galleria di sventure.

Fumare durante la gestazione può causare parti prematuri, bambini che nascono sottopeso e  il possibile distacco anomalo della placenta.

Per non parlare del fatto che il feto, in pancia, riceve meno ossigeno del normale (con tutto quello che può seguire).

Dopo il parto, il fumo passivo in misura eccessiva potrebbe addirittura causare la morte in culla.

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“Senti, coso… io son venuto su benissimo!”

Possibili modifiche al DNA del piccolino

Secondo un recente studio del National Institute of Environmental Health Sciences ci sono rischi addirittura per il DNA: non riuscirebbe, infatti a codificare le proteine nel modo in cui dovrebbe.

Il fumo può superare la barriera della placenta e danneggiare i geni dello sviluppo del sistema nervoso centrale e dei polmoni. Per il piccolo potrebbe significare anche avere malformazioni.

Insomma, non ce ne vogliano le sigarette, ma più ne stiamo lontani – in gravidanza e per un bel pezzo dopo la nascita – meglio è.

E non cercare di fare il furbo, caro babbo wannabe: la sigaretta elettronica va comunque eliminata, contiene infatti ugualmente nicotina e altre sostanze da non far respirare alla tua prole, che si dentro o fuori la pancia di mamma!

Come smettere di fumare?

Domandona… la risposta più semplice e scontata sarebbe “non ti basta quello che ha appena letto?” oppure un perentorio “Questione di volontà”.

In realtà so bene che non ci si libera facilmente da un vizio/piacere che molti si portano dietro fin da ragazzi, quindi sono andato un po’ in giro a chiedere a qualche conoscente se conoscere metodi o libri utili allo scopo.

Sono venute fuori letture interessanti di altrettanti testi “classici”, da quello fondamentale di Allen Carr “È facile smettere di fumare se sai come farlo” (indicato per i papà) alla sua edizione dedicata appositamente alle donne (per la mamma).

Chi si sente particolarmente intraprendente può provare la strada di un metodo basato sulla PNL come quello contenuto in questo libro di Francesco Varricchio che molti considerano efficace.

Fumo in Gravidanza: la tua esperienza

Come hai affrontato (o come pensi di affrontare) la questione del fumo attivo e passivo?

Hai dei consigli particolari o delle tecniche utili per vincere il vizio?

Puoi raccontarlo nei commenti 🙂

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