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Distrabella e il draghetto Rossello, due… non-modelli che piacciono

A un mese dalla sua uscita è grande successo per Distrabella, la protagonista del racconto per bambini “Distrabella e il draghetto Rossello”, che ha conquistato il patrocinio morale dell’Unicef.

Qual è il segreto di questo attualissimo libro per bambini?

La novità del libro, pubblicato dalla Caravaggio Editore, è che per la prima volta un’esperta educatrice, Claudia Gattella, si mette in gioco, bypassando i filoni oggi in voga nella letteratura per l’infanzia, creando un libro che si rifiuta di educare i bambini e che, al contrario, lancia delle allusioni di dissenso al mondo adulto.

Distrabella piace così tanto ai bambini perché questo personaggio non vuole rappresentare un modello educativo preconfezionato.

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Il libro infatti non intende aiutare i genitori a rendere i propri figli più obbedienti e pronti a fare la nanna senza storie, piuttosto che mangiare broccoli e carote senza emettere lamento. Niente di tutto questo.

Tratta invece la rappresentazione di bambini e adulti, così come sono in questo momento storico.

Distrabella è una bambina assolutamente “normale” e, per questo, eccezionale

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Apparentemente distratta, fa tante cose assieme senza farne “bene” nessuna agli occhi degli adulti; provoca la mamma essenzialmente per farsi notare mentre lei è presa dal suo cellulare; ama essere autonoma nelle sue scelte quando non è ascoltata.

E proprio per questo tutti i bimbi amano immedesimarsi in lei o nel draghetto Rossello, che invece simboleggia il “diverso”, a rappresentazione delle emozioni che provano sia i bambini con disabilità, che i bambini migranti di oggi: persi, forti e teneri al tempo stesso, impauriti ma desiderosi di fare amicizia laddove tutto gli è poco familiare.

Distrabella riesce a dare voce al linguaggio universale dei bambini, quello dell’accoglienza e dell’amicizia senza pregiudizi.

Anche le illustrazioni del libro, interamente fatte a mano, si pongono in netto contrasto con quel filone illustrativo minimalista che troviamo frequentemente in libreria, di certo non per scelta dei bambini quanto più per preferenza degli adulti che, spesso senza sapere cosa davvero interessi i più piccoli, decidono cosa sia “congruo” e cosa non lo sia.

Al tempo stesso si discostano anche da quegli stili che volutamente scimmiottano i disegni dei bimbi.

Le illustrazioni di “Distrabella” sono semplici ma cariche di colori, forme, dettagli che i bambini amano guardare, leggere e commentare assieme ai propri genitori, un approccio che le prime presentazioni hanno confermato come vincente.

Altro aspetto che sta emergendo in occasione dei numerosi incontri in giro per l’Italia è la voglia di “drammatizzazione” dei bambini.

Le fiabe classiche di Andersen, Grimm o Perrault da sempre sono state oggetto di immedesimazione da parte dei bimbi, mentre, da qualche decennio, i nuovi personaggi, senza la trasposizione in film di animazione, rimangono per lo più confinati tra le pagine dei libri.

Con “Distrabella e il draghetto Rossello” sta succedendo qualcosa di nuovo

La lettura viene accompagnata dal travestimento in Distrabella e da una serie di oggetti, come la scatola misteriosa, la marionetta del draghetto, ecc., che permettono ai bambini di entrare in prima persona nella storia.

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Si creano così interessanti giochi di ruolo e si continua l’immersione nel libro tramite disegni e attività grafico pittoriche.

Claudia Gattella, l’autrice, e Michela Pollutri, l’illustratrice, hanno trasformato così una normale lettura ad alta voce in un laboratorio sperimentale di lettura, teatro e pittura, ispirato ai metodi di “Nati per Leggere” e alle pratiche educative di Malaguzzi e Munari.

Una vera e propria innovazione che trasforma un libro per bambini in qualcosa di molto più coinvolgente, che tocca le corde dell’empatia e della relazione tra grandi e piccoli, e che per questo ha conquistato il patrocinio morale dell’Unicef.

“Distrabella e il draghetto Rossello” sarà al Salone Internazionale del Libro di Torino dal 18 al 22 Maggio, presso lo stand della Caravaggio Editore; i bambini potranno anche prendere parte a uno speciale Laboratorio multi sensoriale che avrà luogo il 21 maggio alle ore 15:30 presso il Bookstock village.

Per capirne di più consigliamo di visitare il sito internet ufficiale di Distrabella www.distrabella.it

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I Colori delle Emozioni, i mostri teneri di Anna Llenas

Sono venuta a conoscenza dell’universo coloratissimo di Anna Llenas grazia a un peluche: entrando in libreria mi sono imbattuta in un pupazzo rosso con le braccia conserte e l’espressione imbronciata.

Attaccato alla zampa aveva un libriccino che recitava così “Il Mostro rosso e i colori delle emozioni”.

Quello che stavo per portarmi a casa era un mostro che cambiava colore a seconda delle emozioni che provava.

Ho deciso di saperne di più e di comprare il libro che aveva dato origine a quel simpatico mostro di Peluche: “I colori delle emozioni” della collana Raggi di Sole di Gribaudo.

L’Autrice di “I colori delle emozioni” è Anna Llenas, un’artista dallo stile incredibile, specializzata in arteterapia e educazione emozionale; non è un caso che abbia reso in modo tanto semplice quanto efficace lo spettro delle emozioni più semplici come la Rabbia, l’Allegria e la Tristezza.

Associando a ciascuna emozione un colore dell’arcobaleno (Rabbia-Rosso, Allegria-Giallo, Tristezza-Blu, e così via) rende visualizzabile ai bambini qualcosa che altrimenti non potrebbero toccare e quindi nemmeno “dire”.

“Ma sarà davvero così efficace la narrazione di questo volume?” mi sono chiesta.

Sono fortunata, grazie al mio lavoro ho la possibilità di confrontarmi ogni giorno con un numero infinito di critici ed esperti di letteratura per l’infanzia: i bambini, appunto.

A chi far “testare” questo volume, se non a loro?

Ho deciso di portare “il colore delle emozioni” nell’asilo dove lavoro per leggerlo ai bambini, che lo hanno accolto con animi curiosi e gioiosi.

Come abbiamo fatto a capire che la storia aveva colto nel segno?

Semplice, anche il giorno dopo i bambini volevano sentire la storia del “mostro che faceva i pasticci con le sue emozioni” e quando le mie colleghe hanno proposto loro un piccolo laboratorio a tema, hanno accettato entusiasti.

Questo il risultato:

Per fare il Mostro e le sue emozioni ti occorreranno:

6 piccole bottigliette (tutti i materiali che hai a disposizione vanno benissimo)
acqua quanto basta per riempire tutte le bottiglie
colorante blu, nero, rosa, verde e giallo
tre stuzzicadenti per spiedini per fare l’asta che reggerà la targhetta

fogli, pastelli e colla per disegnare, colorare e incollare il mostro alle sue rispettive boccette.

Eccoti tutte le informazioni utili se vorrai far conoscere ai tuoi bimbi il “Mostro delle Emozioni”

I Colori delle Emozioni (anche in versione Pop-up)
Anna Llenas
Gribaudo (Raggi di Sole)
€ 12,90

Se vuoi adottare anche tu il Mostro delle Emozioni puoi sceglierlo in tutte le sue varianti.
Costa 22 euro e puoi comprarlo cliccando qui sotto

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Tutti i miei ringraziamenti vanno a Pamela per averci dato “una spinta e tanti spunti” e a Maria per aver condotto egregiamente il laboratorio

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Mastro Tasso e il suo Cappello, intervista a Andrea Guglielmino

“Mastro Tasso e il suo Cappello” di Ilaria Mainardi e racconta una storia di integrazione, inclusione, diversità e di celebrazione della vita. È un fiaba simbolica e complessa, dedicata ai piccini quanto ai grandi e da leggersi intensamente per comprendere la realtà che ci circonda.

Per questo regalo bellissimo, ricevuto a Lucca Comics & Games 2017, devo ringraziare Andrea Guglielmino che è l’autore delle illustrazioni del libro e che mi ha invitata come esperta di educazione e disabilità il 18 Marzo alla presentazione-spettacolo del volume presso la libreria Tre libretti sul Comò di Roma.

Mentre organizzavamo per l’evento abbiamo deciso di farci quattro chiacchiere.

1. Andrea, noi ci siamo già conosciuti ma in un ambito completamente diverso: sei uno degli sceneggiatori della Bugs e adesso ti ritrovo in veste di illustratore di libri per bambini. Com’è stato far coincidere due nature?

In verità molto facile, anche perché quando ho illustrato Mastro Tasso la mia collaborazione con la Bugs non era ancora iniziata. Il mio rapporto con il fumetto è bello ma inquieto, diciamo.

Ho frequentato la Scuola Romana dei Fumetti con l’intenzione di diventare disegnatore.

Avevo una mano abbastanza felice e l’associazione fumetto/disegno è la prima cosa che viene in mente quando si pensa di intraprendere quella strada.

Poi si riflette sul fatto che il fumetto è anche molto altro e, dato che la vita mi ha portato a scrivere per mestiere (sono infatti, principalmente, giornalista, e mi occupo di cinema) ho iniziato pian piano a interessarmi alla sceneggiatura in campo fumettistico. Avevo però un po’ di esperienza in campo di disegno satirico, e dunque avevo imparato la sintesi del tratto.

L’idea di illustrare un libro per bambini ce l’avevo da sempre, ma non avevo mai trovato il tempo di scriverlo. Così è stato provvidenziale l’incontro con Ilaria Mainardi, l’autrice di ‘Mastro Tasso’ che cercava un illustratore.

Non ho avuto problemi a relazionarmi alla sua storia, mi è subito piaciuta e ho trovato i temi in linea con la mia sensibilità, per cui si è trattato solo di tradurla in immagini cercando di restare fedele alle descrizioni ma anche di usare un linguaggio visivo che fosse attraente e comprensibile per i bimbi, con tanti colori, e magari anche distorcendo anatomie e prospettive per mettere in luce gli aspetti più importanti della storia.

2. “Mastro Tasso e il suo cappello” ai bambini di essere bambini attraverso la figura dell’adulto: Mastro Tasso, appunto, che celebra la poesia della quotidianità.
Qual è il tuo punto di vista? Cos’è per te essere adulti? Cos’è per te essere bambini?

Non ho figli, per ora, sono io stesso un ‘adulto bambino’, forse.

Ricordo la mia infanzia in maniera vivida, è stato uno dei periodi più importanti della mia vita, e quello che ho imparato dai sei ai tredici anni mi ha costituito come persona molto di più di quanto avvenuto in seguito.

Oggi la distanza tra i due mondi, quello dell’infanzia e quello dell’età adulta, mi sembra molto più sfumata di quando ero bambino io. A genitori e bambini piacciono spesso le stesse cose, da Spider-Man a Star Wars alle Tartarughe Ninja.

Non si tratta solo di ‘accompagnare’ i piccoli. Condividiamo molto di più di quanto facessi io con i miei genitori. Il paradosso è che loro oggi acquisiscono molte più informazioni di noi senza che ce ne rendiamo conto.

A volte sono paradossalmente molto più razionali e ‘cinici’ degli adulti. E’ una tendenza che il cinema e la letteratura hanno individuato.

Nell’ultimo Transformers l’adolescente vuole vendere il robot trovato da suo padre e diventare ricca. E’ l’adulto a sognare, e a riportare la figlia sulle coordinate di un approccio alla vita più aperto e avventuroso.
3. La storia di Romeo è molto attuale: oggi la comunità è chiamata a superare molte prove di inclusione che mettono a dura prova le proprie convinzioni e spesso reagisce non con degli editti, ma con dei muri. La letteratura e l’arte come possono educare alla diversità?

Arte e letteratura sono dei media, dunque veicolano dei contenuti. E questi contenuti si acquisiscono in due modi: vivendo e studiando.

Studiando non solo per imparare a scrivere libri o a disegnare, e quindi non solo l’arte e la letteratura, che comunque è importantissimo, ma anche la storia, la filosofia, la matematica, tutto quello che potete.

Sono antropologo di formazione, ho studiato le altre culture e questo non può che venir fuori quando analizzo un film o mi metto a scrivere una storia.

Non penso mai ‘ora scrivo una storia sull’accettazione della diversità’.

Vado di istinto, i temi vengono fuori da sé. Ma vale anche quando copri il ruolo dell’illustratore: ho potuto disegnare il bambino sull’albero in un certo modo perché conoscevo ‘Il barone rampante’ di Italo Calvino.

E ho potuto rappresentare l’amicizia tra lo scoiattolino Romeo e il Tasso vituperato da tutti solo perché ama un cappello, perché so che anche il concetto di ‘diversità’ è relativo.

Nell’ultimo film Disney, La Bella e la Bestia, c’è un personaggio che scopre di preferire gli uomini alle donne, e la cosa ha creato scalpore. Per me è molto bizzarro, dato che nessuno si è mai preoccupato del fatto che la protagonista si innamora di un animale.

4. Siamo alla fine: dammi 3 ottimi motivi per leggere Mastro Tasso e per venire alla presentazione spettacolo che si terrà sabato 18 a Roma?

Mastro Tasso è un libro piacevole ed educativo, lo spettacolo animato è una cosa nuova e originale e… ci sarà il buffet!

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