bambini e neonati al mare
Professione Babbo

Bambini al Mare: Regole e Consigli

Quando, come e perché portare i bambini al mare, a godere del sole e della spiaggia?

Ho la fortuna di abitare praticamente in riva al mare, in Versilia, e mi bastano pochi minuti in bicicletta o in auto per mettere i piedi nella sabbia.

Non potevo quindi privare Adelaide, fin dai primi mesi, della gioia di giocare in riva al mare e di fare il bagnetto. Nata a dicembre, aveva già sei mesi quando ha avuto il suo “battesimo dell’acqua”.

Vediamo insieme quali sono le indicazioni per vivere in sicurezza la gioia del mare e della spiaggia assieme ai nostri bambini, fin dalla più tenera età.

Perché portare i bambini al mare (anche neonati)

Buoni motivi per portare i bambini, anche neonati, al mare?
Ce ne sono diversi. Eccone alcuni.

L’aria di mare fa bene – Non è un luogo comune di quelli che “lo dice la nonna ma chissà se è vero”. L’aria di mare fa davvero bene ai bambini, è un aerosol naturale: iodio, magnesio, potassio e sali minerali sono lì che aspettano.

L’aria marina, più pesante, rende la respirazione più profonda e quindi favorisce una migliore ossigenazione del sangue.

Si purificano le vie respiratorie e si stimola il sistema immunitario. Anche i neonati ne possono beneficiare, soprattutto in vista dei mesi invernali.

 

Il sole è vita – Anche se tuo figlio non è arrivato dal pianeta Krypton come Superman, trae forza dal Sole: la luce solare fa bene all’umore, alla crescita e al sonno.

La luce del sole fa bene alle ossa (produzione di vitamina D) e anche alla pelle, naturalmente quando è debitamente protetta dalla crema ed esposta per un tempo ragionevole!

 

Esperienze che fanno crescere – La sabbia che scorre tra le dita, la sabbia bagnata dove scavare buche, i sassi e il legno, le onde che vanno e vengono… la spiaggia è un vero laboratorio a cielo aperto per il bambino.

Il contatto con questo ambiente naturale stimola la fantasia e l’apprendimento senza fatica e offre a noi genitori milioni di spunti per giochi e passatempi educativi.

Se hai un neonato, niente di meglio del suono delle onde per conciliare il sonno.

 

A che età portare i bambini al mare

A quanti mesi si può portare al mare un neonato?

Si può andare al mare con un bambino poco più che neonato?

Domande che chi è diventato genitore da poco tempo e si trova l’estate e le vacanze alle porte naturalmente si pone.

La risposta è che si possono portare in spiaggia anche i bambini molto piccoli: naturalmente bisogna essere super-prudenti e attenti.

La pelle dei bambini è delicatissima e la temperatura corporea ancora non si auto-regola.

 

A che ora portare i neonati e i bambini al mare. Orari consigliati

Prima regola evitare le ore centrali della giornata, quando il sole “picchia forte”.

La mattina presto (prima delle 10:00) e il tardo pomeriggio (dopo le 18:00) sono le fasce orarie migliori per i più piccini.

Tra il primo e il terzo anno di età meglio evitare gli orari dalle 11:00 alle 16:00.

I neonati in particolare hanno una cute molto sensibile, quindi è tassativo non metterli mai sotto la luce diretta del sole.

Spalmare la crema solare su tutto il corpo del piccolo alcuni minuti prima di andare in spiaggia è obbligatorio.

Una crema SPF 50+ è indicata per i neonati, e almeno fino ai 3 anni di età è meglio non scendere sotto la protezione 50.

Ben venga piazzare i neonati sotto l’ombrellone, o dentro la carrozzina ben equipaggiata con tendina e/o zanzariera.

Ricorda che il sole batte forte anche quando il cielo sembra nuvoloso e attraverso la tela degli ombrelloni.
Perciò, occhio! Le insolazioni non sono per niente piacevoli.

Come vestire i bambini al mare: stile balneare a go-go

Sicurezza innanzitutto anche in fatto di stile: magliette e mutandine leggeri ed in fibra naturale per i piccolissimi e custumini adatti per i più grandi.

Colore consigliato: bianco, per riflettere un po’ i raggi solari.

Anche il cappellino è un obbligo: la testolina del piccolo deve essere sempre ben riparata dalla luce del sole, senza contare che lo aiuta a guardare meglio in giro, dato che i suoi occhi sono molto sensibili.

Il costume, da mettere non appena è possibile, aiuta ad evitare il contatto diretto con la sabbia e quindi possibili irritazioni o infezioni batteriche.

Si può tenere il pannolino? Certo, ed esistono anche quelli appositamente studiati per il bagnetto, resistenti all’acqua.

Comunque sia, se il piccolo dà segni di insofferenza e si trova in un posto sicuro, steso e seduto su un telo pulito, si può togliere.

Attenzione inoltre a proteggete i piedini con delle scarpe, sia sulla sabbia, dove non si è sicuri dell’igiene, sia in luoghi come bar e stabilimenti balneari dove cammina tanta gente. Meglio non rischiare infezioni.

Cosa far mangiare ai bambini al mare

Capitolo alimentazione: importante che i piccoli siano sempre idratati e in forze grazie a vitamine e sali minerali.

Acqua, frutta e verdura non devono mancare mai.

Se il piccolo viene allattato è molto facile provvedere a questo bisogno (e ad essere tanto idratata deve essere la mamma!); se ha iniziato lo svezzamento meglio avere sempre a portata di mano il suo bicchierino con l’acqua da alternare al seno.

Via via che diventano grandi, i bambini hanno sempre più bisogno di acqua, specialmente quando fanno grandi corse e lunghi giochi. Ricordagli di bere spesso… e ricorda di farlo anche tu.

Fino ad almeno i due anni, per i pranzi, si porta la minestrina pronta dentro un contenitore termico, già condita con olio extravergine e formaggio grana.

Dai due anni in su si può iniziare a mangiare insieme le stesse cose, con grande e sicura soddisfazione del piccoletto che si sentirà “grande” 🙂

Per i più grandicelli quindi, che sicuramente non stanno mai fermi e consumano molta energia, si possono portare insalate di riso o pasta fredda.

Nell’insalata di riso, che però può essere anche di farro o orzo (a me piacciono!) ci si può sbizzarrire con tonno, mozzarella, uova sode, prosciutto cotto a dadini, zucchine, melanzane…

Piatti semplici da preparare ma gustosi: la pasta (fusilli o farfalle) può essere condita con pomodorini, tonno e olive. Niente maionese o altre salese, solo un filo d’olio, mi raccomando!

Consigliatissimo poi portarsi dei piccoli contenitori con frutta o verdura fresca, di stagione, tagliate a pezzettini. Un break naturale ogni volta che il piccolo avrà fame o sarà stanco.

Ricorda: i succhi di frutta non sostituiscono affatto la frutta, a meno che non siano dei centrifugati che hai fatto in casa con la frutta fresca.

Perché non pensare a una bella fetta di anguria?

O, se hai voglia, a un bel thermos con spremuta d’arancia o un centrifugato di frutta e/o verdura, che è il top per darsi energia durante la giornata in spiaggia!

 

Neonati e bagno in mare, la prima volta

Una volta al mare il pensiero va subito ad una delle esperienza più belle, quella del primo bagnetto tra le onde.

Il top sarebbe moderare “l’impatto” con il mare facendo prima qualche immersione in piscina. Questo per tastare il polso della situazione e non vedere reazioni negative da parte del piccolo in questo momenti tanto atteso!

Comunque attenzione: non pensiamo mai che il metro con cui misuriamo le cose noi adulti sia lo stesso dei piccoli. Il divertimento deve essere soprattutto il loro, e non deve essere assolutamente una forzatura.

La temperatura dell’acqua marina spesso risulta fredda e potrebbe infastidire il bambino.

Dobbiamo sempre tenerlo girato verso di noi: la vista dei genitori è un toccasana per rassicurare il cucciolo. Con le mani sotto le ascelle e i pollici pronti ad evitare movimenti bruschi della testolina, siamo pronti a farlo “nuotare”.

Prima di entrare in mare, però, è meglio giocare qualche minuto sulla riva, far entrare il bambino “in sintonia” con le onde bagnandolo gradualmente, prima i piedini poi le gambe e così via, sempre tra le nostre braccia.

Se il piccolo è sereno, e l’acqua salata non gli provoca irritazioni, allora è il momento di immergersi gradualmente.

Meglio non esagerare con il bagnetto: 10-15 minuti sono abbastanza, la pelle del bimbo è delicata e il sale marino può dare fastidio. Usciti dall’acqua, una bella doccia e una accurata asciugatura, soprattutto sulla testolina, e il cambio del costumino.

Attorno ai 6 mesi, se il piccolo dimostra di gradire, si può usare un salvagente con mutandina, mentre verso l’anno di età si può passare ai braccioli.

Come comportarsi con i bambini al mare

Le buone regole le sappiamo, adesso.

Rimane la cosa più importante: far vivere nel modo migliore l’esperienza del mare ai bambini.

Non vanno forzati, non vanno “indirizzati”: devono essere liberi di esplorare e capire.

Gioca con loro attivamente, non lasciarli soli (anche se li controlli con lo sguardo: sono due cose diverse). Guarda e ascolta con loro la spiaggia e le sue caratteristiche, meravigliandoti come se fosse la prima volta che la vedi.

Diamo il buon esempio e seguiamo le nostre stesse regole. Quando si tratta di spazi, volumi, cose da (non) fare… siamo sempre noi i primi a doverle rispettare per farle comprendere meglio.

E adesso, tutti al mare!

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Ciao! Sono Giacomo, papà di Adelaide. Vivo con Erika e il chihuahua Frattaglia in Versilia. Il mio lavoro? Giornalista, consulente di web e social media marketing... e naturalmente blogger di BigBabbo!
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