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Sara Darnich

Libri

I Colori delle Emozioni, i mostri teneri di Anna Llenas

Sono venuta a conoscenza dell’universo coloratissimo di Anna Llenas grazia a un peluche: entrando in libreria mi sono imbattuta in un pupazzo rosso con le braccia conserte e l’espressione imbronciata.

Attaccato alla zampa aveva un libriccino che recitava così “Il Mostro rosso e i colori delle emozioni”.

Quello che stavo per portarmi a casa era un mostro che cambiava colore a seconda delle emozioni che provava.

Ho deciso di saperne di più e di comprare il libro che aveva dato origine a quel simpatico mostro di Peluche: “I colori delle emozioni” della collana Raggi di Sole di Gribaudo.

L’Autrice di “I colori delle emozioni” è Anna Llenas, un’artista dallo stile incredibile, specializzata in arteterapia e educazione emozionale; non è un caso che abbia reso in modo tanto semplice quanto efficace lo spettro delle emozioni più semplici come la Rabbia, l’Allegria e la Tristezza.

Associando a ciascuna emozione un colore dell’arcobaleno (Rabbia-Rosso, Allegria-Giallo, Tristezza-Blu, e così via) rende visualizzabile ai bambini qualcosa che altrimenti non potrebbero toccare e quindi nemmeno “dire”.

“Ma sarà davvero così efficace la narrazione di questo volume?” mi sono chiesta.

Sono fortunata, grazie al mio lavoro ho la possibilità di confrontarmi ogni giorno con un numero infinito di critici ed esperti di letteratura per l’infanzia: i bambini, appunto.

A chi far “testare” questo volume, se non a loro?

Ho deciso di portare “il colore delle emozioni” nell’asilo dove lavoro per leggerlo ai bambini, che lo hanno accolto con animi curiosi e gioiosi.

Come abbiamo fatto a capire che la storia aveva colto nel segno?

Semplice, anche il giorno dopo i bambini volevano sentire la storia del “mostro che faceva i pasticci con le sue emozioni” e quando le mie colleghe hanno proposto loro un piccolo laboratorio a tema, hanno accettato entusiasti.

Questo il risultato:

Per fare il Mostro e le sue emozioni ti occorreranno:

6 piccole bottigliette (tutti i materiali che hai a disposizione vanno benissimo)
acqua quanto basta per riempire tutte le bottiglie
colorante blu, nero, rosa, verde e giallo
tre stuzzicadenti per spiedini per fare l’asta che reggerà la targhetta

fogli, pastelli e colla per disegnare, colorare e incollare il mostro alle sue rispettive boccette.

Eccoti tutte le informazioni utili se vorrai far conoscere ai tuoi bimbi il “Mostro delle Emozioni”

I Colori delle Emozioni (anche in versione Pop-up)
Anna Llenas
Gribaudo (Raggi di Sole)
€ 12,90

Se vuoi adottare anche tu il Mostro delle Emozioni puoi sceglierlo in tutte le sue varianti.
Costa 22 euro e puoi comprarlo cliccando qui sotto

.

Tutti i miei ringraziamenti vanno a Pamela per averci dato “una spinta e tanti spunti” e a Maria per aver condotto egregiamente il laboratorio

mastro tasso
Libri

Mastro Tasso e il suo Cappello, intervista a Andrea Guglielmino

“Mastro Tasso e il suo Cappello” di Ilaria Mainardi e racconta una storia di integrazione, inclusione, diversità e di celebrazione della vita. È un fiaba simbolica e complessa, dedicata ai piccini quanto ai grandi e da leggersi intensamente per comprendere la realtà che ci circonda.

Per questo regalo bellissimo, ricevuto a Lucca Comics & Games 2017, devo ringraziare Andrea Guglielmino che è l’autore delle illustrazioni del libro e che mi ha invitata come esperta di educazione e disabilità il 18 Marzo alla presentazione-spettacolo del volume presso la libreria Tre libretti sul Comò di Roma.

Mentre organizzavamo per l’evento abbiamo deciso di farci quattro chiacchiere.

1. Andrea, noi ci siamo già conosciuti ma in un ambito completamente diverso: sei uno degli sceneggiatori della Bugs e adesso ti ritrovo in veste di illustratore di libri per bambini. Com’è stato far coincidere due nature?

In verità molto facile, anche perché quando ho illustrato Mastro Tasso la mia collaborazione con la Bugs non era ancora iniziata. Il mio rapporto con il fumetto è bello ma inquieto, diciamo.

Ho frequentato la Scuola Romana dei Fumetti con l’intenzione di diventare disegnatore.

Avevo una mano abbastanza felice e l’associazione fumetto/disegno è la prima cosa che viene in mente quando si pensa di intraprendere quella strada.

Poi si riflette sul fatto che il fumetto è anche molto altro e, dato che la vita mi ha portato a scrivere per mestiere (sono infatti, principalmente, giornalista, e mi occupo di cinema) ho iniziato pian piano a interessarmi alla sceneggiatura in campo fumettistico. Avevo però un po’ di esperienza in campo di disegno satirico, e dunque avevo imparato la sintesi del tratto.

L’idea di illustrare un libro per bambini ce l’avevo da sempre, ma non avevo mai trovato il tempo di scriverlo. Così è stato provvidenziale l’incontro con Ilaria Mainardi, l’autrice di ‘Mastro Tasso’ che cercava un illustratore.

Non ho avuto problemi a relazionarmi alla sua storia, mi è subito piaciuta e ho trovato i temi in linea con la mia sensibilità, per cui si è trattato solo di tradurla in immagini cercando di restare fedele alle descrizioni ma anche di usare un linguaggio visivo che fosse attraente e comprensibile per i bimbi, con tanti colori, e magari anche distorcendo anatomie e prospettive per mettere in luce gli aspetti più importanti della storia.

2. “Mastro Tasso e il suo cappello” ai bambini di essere bambini attraverso la figura dell’adulto: Mastro Tasso, appunto, che celebra la poesia della quotidianità.
Qual è il tuo punto di vista? Cos’è per te essere adulti? Cos’è per te essere bambini?

Non ho figli, per ora, sono io stesso un ‘adulto bambino’, forse.

Ricordo la mia infanzia in maniera vivida, è stato uno dei periodi più importanti della mia vita, e quello che ho imparato dai sei ai tredici anni mi ha costituito come persona molto di più di quanto avvenuto in seguito.

Oggi la distanza tra i due mondi, quello dell’infanzia e quello dell’età adulta, mi sembra molto più sfumata di quando ero bambino io. A genitori e bambini piacciono spesso le stesse cose, da Spider-Man a Star Wars alle Tartarughe Ninja.

Non si tratta solo di ‘accompagnare’ i piccoli. Condividiamo molto di più di quanto facessi io con i miei genitori. Il paradosso è che loro oggi acquisiscono molte più informazioni di noi senza che ce ne rendiamo conto.

A volte sono paradossalmente molto più razionali e ‘cinici’ degli adulti. E’ una tendenza che il cinema e la letteratura hanno individuato.

Nell’ultimo Transformers l’adolescente vuole vendere il robot trovato da suo padre e diventare ricca. E’ l’adulto a sognare, e a riportare la figlia sulle coordinate di un approccio alla vita più aperto e avventuroso.
3. La storia di Romeo è molto attuale: oggi la comunità è chiamata a superare molte prove di inclusione che mettono a dura prova le proprie convinzioni e spesso reagisce non con degli editti, ma con dei muri. La letteratura e l’arte come possono educare alla diversità?

Arte e letteratura sono dei media, dunque veicolano dei contenuti. E questi contenuti si acquisiscono in due modi: vivendo e studiando.

Studiando non solo per imparare a scrivere libri o a disegnare, e quindi non solo l’arte e la letteratura, che comunque è importantissimo, ma anche la storia, la filosofia, la matematica, tutto quello che potete.

Sono antropologo di formazione, ho studiato le altre culture e questo non può che venir fuori quando analizzo un film o mi metto a scrivere una storia.

Non penso mai ‘ora scrivo una storia sull’accettazione della diversità’.

Vado di istinto, i temi vengono fuori da sé. Ma vale anche quando copri il ruolo dell’illustratore: ho potuto disegnare il bambino sull’albero in un certo modo perché conoscevo ‘Il barone rampante’ di Italo Calvino.

E ho potuto rappresentare l’amicizia tra lo scoiattolino Romeo e il Tasso vituperato da tutti solo perché ama un cappello, perché so che anche il concetto di ‘diversità’ è relativo.

Nell’ultimo film Disney, La Bella e la Bestia, c’è un personaggio che scopre di preferire gli uomini alle donne, e la cosa ha creato scalpore. Per me è molto bizzarro, dato che nessuno si è mai preoccupato del fatto che la protagonista si innamora di un animale.

4. Siamo alla fine: dammi 3 ottimi motivi per leggere Mastro Tasso e per venire alla presentazione spettacolo che si terrà sabato 18 a Roma?

Mastro Tasso è un libro piacevole ed educativo, lo spettacolo animato è una cosa nuova e originale e… ci sarà il buffet!

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Educazione

Cari Papà, Insegnate la Gentilezza

Carissimi Papà,

Ho scelto di scrivervi una lettera perché ho un po’ di cose da dirvi e ho scelto di farlo qui, sulla pagina di questo blog creato proprio da uno di voi.

Non importa se siete padri da un giorno, un mese o un anno.

Non importa se se siete alla prima esperienza o se avete già fatto questo viaggio molte altre volte.

Non importa se siete padri naturali o adottivi.

Siete importanti.

 

Si parla tanto di bodyshaming, di diritto all’istruzione, di quote rosa e di legge 194.

Di “Uomini che odiano le donne” ce ne sono tantissimi, fin troppi.

Ma noi donne ci siamo vendicate, a modo nostro, relegandovi a pallide figure nella crescita e nell’educazione dei nostri figli.

 

Nell’immaginario collettivo è la Mamma a cambiare i pannolini, è la mamma a restare a casa dal lavoro, è la mamma a dare la pappa.

Ciò che non fa la mamma… Lo fa la Nonna.

Il Papà si limita a dire “Chiedi a tua madre”, a portare i soldi a casa o a minacciare i fidanzati della figlia femmina .

Tutto questo perché è sempre solo la Mamma a partorire, a dare la Vita.

 

I tempi stanno cambiando.

Da cinque anni a questa parte ho avuto modo di osservarvi riprendere silenziosamente il vostro posto: accompagnate i bimbi all’asilo, date merende, aprite i passeggini, intrecciate capelli e fate nodi alle scarpe.

Quando ho cominciato a fare l’educatrice ho visto sempre più Papà presenziare ai colloqui con gli insegnati: accompagnano le madri dei loro figli, spesso vengono da soli.

Ritirate le pagelle e firmate gli avvisi (… e le note).

 

Fare i Papà è un lavoro faticoso ma è fondamentale:

che vi piaccia o no, siete (e sempre sarete) un modello per i vostri figli.

Perché ho scritto “un modello” invece de “IL modello”?

Perché è così, probabilmente siete il primo modello maschile che i vostri bambini incontreranno sul loro cammino ma non sarete il solo.

Ci saranno zii, amici di famiglia, compagni di scuola, professori, musicisti che contribuiranno a formare i vostri figli e a far capire loro chi vogliono essere/amare/diventare.

Ecco perché siete importanti.

 

Per molti bambine e bambini voi sarete il primo modello maschile che incontreranno appena venuti al mondo.

È una grandissima responsabilità ma non abbiate paura: questo lavoro cambierà le vostre vite e vi renderà degli esseri umani migliori.

 

Insegnate ai vostri figli che la vera forza di uomo risiede nella sua gentilezza.

Insegnante loro che la gentilezza cresce in ogni corpo, muscoloso o esile che sia.

Insegnate loro che la gentilezza è una scelta faticosa ma che è da fare ogni giorno.

Se lo sport allena i muscoli, la gentilezza allena l’anima.

Siate gentili.

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